Van Gogh - Sulla soglia dell'eternità

Film 2018 | Biografico, Drammatico +13 110 min.

Titolo originaleAt Eternity's Gate
Anno2018
GenereBiografico, Drammatico
ProduzioneUSA
Durata110 minuti
Al cinema252 sale cinematografiche
Regia diJulian Schnabel
AttoriWillem Dafoe, Rupert Friend, Oscar Isaac, Mathieu Amalric, Emmanuelle Seigner Stella Schnabel, Mads Mikkelsen, Niels Arestrup, Alan Aubert, Amira Casar, Lolita Chammah.
Uscitagiovedì 3 gennaio 2019
DistribuzioneLucky Red
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,70 su 44 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Julian Schnabel. Un film con Willem Dafoe, Rupert Friend, Oscar Isaac, Mathieu Amalric, Emmanuelle Seigner. Cast completo Titolo originale: At Eternity's Gate. Genere Biografico, Drammatico - USA, 2018, durata 110 minuti. Uscita cinema giovedì 3 gennaio 2019 distribuito da Lucky Red. Oggi tra i film al cinema in 252 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,70 su 44 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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I tormenti interiori del pittore Vincent Van Gogh. Il film è stato premiato al Festival di Venezia, ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, Van Gogh - Sulla soglia dell'eternità è 9° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 219.112,00 e registrato 32.291 presenze.

Consigliato sì!
2,70/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,50
PUBBLICO 2,61
CONSIGLIATO SÌ
Van Gogh secondo Schnabel, il ritratto umano di un'anima errante e della sua ricerca di un posto nella società.
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 3 settembre 2018
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 3 settembre 2018

È di sole che ha bisogno la salute e l'arte di Vincent van Gogh, insofferente a Parigi e ai suoi grigi. Confortato dall'affetto e sostenuto dai fondi del fratello Theo, Vincent si trasferisce ad Arles, nel sud della Francia e a contatto con la forza misteriosa della natura. Ma la permanenza è turbata dalle nevrosi incalzanti e dall'ostilità dei locali, che biasimano la sua arte e la sua passione febbrile. Bandito dalla 'casa gialla' e ricoverato in un ospedale psichiatrico, lo confortano le lettere di Gauguin e le visite del fratello. A colpi di pennellate corte e nervose, arriverà bruscamente alla fine dei suoi giorni.

Pittore celebre negli anni Ottanta, Julian Schnabel si converte al cinema negli anni Novanta e realizza il suo primo film su un soggetto seducente ma cimentoso (Basquiat), evitando i rischi maggiori (agiografia melensa e glamour smaccato) e procedendo per tocchi fugaci.

Un film su un pittore è raramente realizzato da un pittore ma Schnabel ne gira addirittura due. Ventidue anni dopo trasloca in Francia per raccontare il bisogno permanente di Van Gogh di dipingere. Come fu per Basquiat, l'autore americano non cerca di penetrare l'enigma della creazione, che appare un'acquisizione indiscutibile (anche) nel personaggio di van Gogh. Ad appassionare Schnabel è quello che rivela la relazione tra il pittore olandese e Paul Gauguin, tra l'artista dei girasoli bruni e il suo tempo.

Trasportato come van Gogh dalla luce della Provenza, Schnabel coglie quel passaggio folgorante di cui non resta niente ad Arles, alcun quadro, alcun edificio a parte un modesto impasse intitolato a suo nome. Tutta la storia di van Gogh, come quella di Gauguin, è segnata dal destino, marcata dall'insuccesso, l'incomprensione e alla fine l'isolamento. Dei campi di grano, del fogliame d'autunno, dei cipressi monumentali, dei giardini selvatici, dei fiori floridi, dei fondali gialli, dell'arancio ardente dei crepuscoli, del colore rovesciato sulla tela come magma incandescente, i suoi contemporanei non sapevano che farsene. Alieno al mondo che lo circondava, l'artista esprimeva un malessere profondo, una disperazione totale e una lucidità intensa, che lo rendeva sovente odioso agli altri.

Il volto lungo di Willem Dafoe, che lo incarna, non rivela alcun recesso in cui potremmo infilarci per meglio comprenderlo, la sua performance in economia, la sua maniera scostante, gli sguardi scollati, la tensione nervosa dimostrano che il pittore non era né folle né malato. Al contrario Schnabel rappresenta con dolorosa acuità la sua situazione di uomo economicamente dipendente dal fratello.

Intingendo in una palette a immagine della sua anima tormentata, l'attore insegue la ricerca di van Gogh di un posto nella società, il suo desiderio di essere riconosciuto. Quello che interessa al regista è rendere conto del mondo nel quale viveva van Gogh, dove l'impressionismo era l'arte dominante, perché è in quel mondo che ritroviamo le convenzioni sociali che lo rigettano.

Anima errante nel bagliore dei colori e nell'oro dei campi, van Gogh non poteva dimorare, non poteva seguire una norma di comportamento o creare una famiglia come il fratello Theo. Nel suo stile paranoico e tempestoso, Antonin Artaud scriveva che era stata la società a uccidere Van Gogh. Senza affermare le cose in maniera così tranchant, Schnabel incarna tuttavia i colpevoli rovesciando la tesi del suicidio e interpretando in maniera troppo didascalica la sua (misteriosa) morte. Ma più verosimilmente è la lucidità che ritorna a ucciderlo come un proiettile e come confessa al dottor Gachet di Mathieu Amalric.

Schnabel manca forse l'appuntamento con Vincent van Gogh ma afferra l'idea che un artista è in parte determinato dai luoghi e dagli usi del suo tempo, mortale, irrimediabilmente mortale. Vincent van Gogh non era un essere sacro, il suo genio non era un mistero divino, la sua arte nasce dal dubbio, il dolore e il sudore, dentro l'impossibile previsione del futuro. Alle torsioni delle sue tele, il regista risponde con gli strumenti del cinema provando a suo modo a governare il caos.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 27 dicembre 2018
Taty23

 “Van Gogh: sulla soglia dell’eternità” racconta l’ultimo periodo di vita del pittore.   Nel film “Van Gogh: sulla soglia dell’eternità” la narrazione si sviluppa attraverso momenti chiave dell’esistenza dell’artista.  L’incontro tra Van Gogh (William Defoe) e Gauguin (Oscar Isaac) e il loro soggiorno [...] Vai alla recensione »

martedì 8 gennaio 2019
Ivi91

''Van Gogh - Sulla soglia dell'eternità'' La vita artistica di Vincent Van Gogh scorre in un tracciato esistenziale sintetico, lineare, basato solo ed esclusivamente su un abstract biografico già noto - il tormento di chi nel suo contemporaneo non ce l'ha fatta, la passione ombreggiata di chi vuol rendere ''universale'' la sua scoperta, [...] Vai alla recensione »

venerdì 11 gennaio 2019
carloalberto

 Ennesimo film su Van Gogh, sugli ultimi anni della sua vita, tra manicomi, locande, taverne e quadri, quadri, quadri, i bellissimi quadri di Van Gogh, interpretato da un grande Dafoe. Il film non aggiunge nulla alla copiosa filmografia sull’artista e a tratti diventa inesorabilmente soporifero e lo spettatore varca la soglia dell’eternità di quell’ora e mezza di durata [...] Vai alla recensione »

sabato 5 gennaio 2019
fulviowetzl

Un pittore che descrive un pittore "dal di dentro", facendoci entrare nei suoi occhi ingombri di lacrime, o intorpiditi dall'assenzio, in soggettive in cui la metà inferiore dello schermo è sfocata, oppure facendoci correre a perdifiato, con tutti i sobbalzi della macchina a mano, senza la melassa della steadycam, per campi di girasoli che svettano morti e desolati, o affondare [...] Vai alla recensione »

venerdì 4 gennaio 2019
Inesperto

Pellicola molto lenta ed intimista. La soggettiva vuol farci osservare l'evolversi della vita di Vincent Van Gogh dal suo proprio punto di vista. Una vita in povertà, problematica, che trova il suo unico sfogo nell'opera pittorica. In film di questo genere, l'attività per cui è celebre l'individuo che si intende biografare è solitamente posta in secondo piano [...] Vai alla recensione »

venerdì 18 gennaio 2019
babalerio

"Mamma, oggi voglio fare l'artista". Questo sembra aver detto Shnabel, regista di "At Eternity's Gate" (in italiano: "Van Gogh - Sulla Soglia dell'Eternità"). E in questo slancio creativo di dubbio gusto ha dimenticato l'oggetto primo della sua comunicazione: il pubblico. Perché, che si tratti di tensione emotiva, che si tratti di vera ispirazione [...] Vai alla recensione »

lunedì 21 gennaio 2019
Raffaela

Non mi è piaciuto il modo di raccontare Van Gogh, il film è incentrato più che altro sui disturbi psichici del protagonista.Le riprese spesso si focalizzano solo sul particolare, non dando la possibilità di apprezzare l'intera scena. Il movimento della camera è troppo esagitato e lo apprezzo solo nel momento in cui si focalizza sulla sua corsa nel campo di grano, perché dimostra cosa lui dipingeva [...] Vai alla recensione »

lunedì 14 gennaio 2019
FabioFeli

La storia degli ultimi tormentati anni di vita di Vincent Van Gogh (impersonato da un straordinario Willem Dafoe, miglior protagonista maschile al Festival di Venezia) è piuttosto nota.  Gli anni che vanno dal 1886 al 1890 costituiscono per il pittore una rinascita artistica, il fiorire di un nuovo linguaggio pittorico: l’influenza della corrente degli Impressionisti e le luci [...] Vai alla recensione »

lunedì 3 settembre 2018
ROBERT EROICA

#Venezia75 - AT ETERNITY ' S GATE - Concorso - Cosa dire al cinema di Vincet Van Gogh dopo "Brama di vivere" ? Schnabel prende le lettere e i diari dell'artista e costruisce un bignamino in cui alla voce precauzioni per l'uso si legge: assumere con cautela. Il pittore come essere messianico e' svolto con la diligenza di uno studente quattordicenne. E la mimetica di Defoe, lungi dall'essere convincente, [...] Vai alla recensione »

lunedì 7 gennaio 2019
Maurizio.Meres

Avendo avuto modo di conoscere e studiare la vita di Vincent Van Gogh ritengo che questo film la raffigura con maniacale chiarezza in particolare l'ultimo periodo tranne  il finale dove nel film viene ferito a morte da due ragazzi mentre ancora storicamente  è valida l'ipotesi del suicidio,viene evidenziata la sua sofferenza nel più profondo intimo,in un mondo che [...] Vai alla recensione »

sabato 5 gennaio 2019
LBavassano

 "Quasi mi dispiace di aver ricominciato a dipingere; avrei dovuto rinunciarvi, perché non vedo come me la potrei cavare. Non è possibile dipingere senza colori, i colori costano cari". Non possono lasciare indifferenti queste parole scritte da Vincent van Gogh al fratello Théo, non possono lasciare indifferente chiunque conosca l'importanza del colore nell'arte [...] Vai alla recensione »

domenica 20 gennaio 2019
CineFoglio

La realizzazione di una pellicola che cerca di raccontare la vita ed i pensieri di uno degli artisti più travagliati, complessi ed affascinanti della storia è un’opera ardua, ma Schnabel raccoglie numerose idee e le condensa in uno scritto quantomeno affascinante.   La narrazione di per sé è semplice: coglie l’importanza cruciale dei dialoghi tra l’artist [...] Vai alla recensione »

mercoledì 5 settembre 2018
Peer Gynt

Il film biografico solitamente non usa la soggettiva: illustra una vicenda che pretende di essere più storica possibile, avvicina il biografato dall'esterno. Invece nel suo film il regista-pittore Julian Schnabel, pur raccontando alcune vicende degli ultimi anni di vita di Van Gogh, cerca di accostarsi al pittore olandese da dentro, partendo dal suo stesso punto di vista, usando quindi molto [...] Vai alla recensione »

domenica 6 gennaio 2019
Flora Tolfo

Nonostante la bravura del protagonista il film si presenta lento, a tratti noioso. Il regista non ha saputo approfondire in nessun modo la personalità complessa del pittore, il film resta superficiale. Il regista non ha saputo sfruttare l occasione di trasformare un materiale così interessante in un vero capolavoro, manca completamente una sceneggiatura adatta ad approfondire la personalit&agr [...] Vai alla recensione »

domenica 13 gennaio 2019
Laura

Non mi ha emozionata .  Il regista Schanabel, forse essendo anche lui un pittore, ha dato una visione molto molto personale degli ultimi 4 anni di vita di Vincent. Chi sta seduto in poltrona segue davvero male dal punto di vista visivo il film. Inquadrature mosse e sghembe , fuori fuoco,  ostentati controluce . Gli occhi di Vincent  vedono così  la realtà ? [...] Vai alla recensione »

domenica 20 gennaio 2019
Pippo

Film assolutamente non capace di trasmettere emozioni. In un tentativo,miseramente fallito,di  introspezione dell’animo del pittore, il regista si limita a riprodurre con i volti dei protagonisti le scene dei più famosi quadri avvolgendosi in una spirale che fa perdere ritmo al film che si snoda in un lento, lentissimo moto perpetuo sacrificando al dogma del politicamente corretto [...] Vai alla recensione »

domenica 6 gennaio 2019
Carla

Regia pessima, forse il regista voleva far trasparire l'angoscia del pittore, il risultato per me è stato da voltastomaco, non si può girare tutto il film con la cinepresa in spalla, sembrava girato con un cellulare. Amo questo pittore e il film non gli ha reso giustizia. 

martedì 15 gennaio 2019
Donato

Ho visto ieri questo "film" e non ho potuto fare a meno di voler esprimere un mio commento.... In realtà non mi è possibile dare un giudizio sugli intenti narrativi del film perché lo stesso è "inguardabile" e per vedere e capire bisogna prima riuscire a guardare. Purtroppo però, per guardarlo sarebbe necessaria una massiccia dose di Xamamina, [...] Vai alla recensione »

domenica 13 gennaio 2019
Laura

Non mi ha emozionata . Il regista Schanabel, forse essendo anche lui un pittore ha dato una visione molto molto personale degli ultimi 4 anni della vita di Vincent. Chi sta seduto in poltrona segue davvero male dal punto di vista visivo il film. Inquadrature mosse e sghembe , fuori fuoco,  ostentati controluce . Gli occhi di Vincent  vedono così  la realtà? La sua [...] Vai alla recensione »

domenica 6 gennaio 2019
Carla

Forse il regista attraverso le riprese fatte in continuo movimento(sembravano fatte con un cellulare) voleva far trasparire l'angoscia del pittore. A ma ha scaturito solo voltastomaco e giramenti di testa. Fortemente delusa dalla regia, poteva avere una fotografia meravigliosa. Si è sempre saputo poi che si è suicidato,il regi ista ha dato valore ad una tesi uscita fuori da poco, [...] Vai alla recensione »

sabato 5 gennaio 2019
Claudio S.

Avete presente Val Waxman: il regista cieco interpretato da Woody Allen? Qualcuno deve averlo ingaggiato per dirigere questo lungometraggio senza anima. Si perché, riprese caotiche e continui close-up rischiano di provocare il voltastomaco agli spettatori. Fotografia mediocre, musiche ripetitive e monocorde fanno da cornice a una storia tutto sommato anche ben raccontata.

sabato 5 gennaio 2019
Roberto S.

Solo nelle mani di un pittore, come il regista Schnabel, la cinepresa poteva trasformarsi in pennello. Ogni sequenza, ogni inquadratura di questo film è un quadro. Non un freddo fotogramma, ma, appunto, un quadro di luce e di calore. Non un quadro qualunque, ma un quadro di Van Gogh, perché la pastosità e lo spessore dei colori sono non solo custoditi, ma esaltati.

mercoledì 2 gennaio 2019
Gian

in campania dove sarò possibile vederlo?

sabato 5 gennaio 2019
marymary

Frasi
A volte mi sento così distante da tutto
Una frase di Vincent Van Gogh (Willem Dafoe)
dal film Van Gogh - Sulla soglia dell'eternità - a cura di Flavio
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 21 dicembre 2018
Marie-Noëlle Tranchant
Le Figaro

Si poteva pensare che con Willem Dafoe circondato da Oscar Isaac, Rupert Friend, Mads Mikkelsen, Emmanuelle Seigner e tanti altri, il film di Schnabel su Vincent van Gogh potesse essere poco più che una sfilata di star. Ma non è così. Non è neanche una biografia. I fatti e i personaggi, più o meno noti, sono usati come una guida per entrare in profondità nel confronto del pittore con se stesso e con [...] Vai alla recensione »

sabato 12 gennaio 2019
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Speravamo che Julian Schnabel, artista in proprio, evitasse i luoghi comuni sul mestieraccio. Invece gli piacciono proprio - dall'ispirazione ai tormenti, dalla vita grama e alla società che non apprezza l'arte: "Van Gogh" funziona come l'autoritratto del regista nei panni di Van Gogh. Con molte licenze poetiche: Julian Schnabel non ha avuto vita grama, vive servito e riverito dalla critica in un bel [...] Vai alla recensione »

giovedì 3 gennaio 2019
Alessandra Levantesi
La Stampa

A Venezia, il Van Gogh di Julian Schnabel è stato preso sotto gamba, ma se la giuria ha assegnato la coppa Volpi a Willem Dafoe (attualmente in gara ai Golden Globe) per la sua ispirata interpretazione, significa che il copione ha saputo dare giusto spessore al personaggio; e questa è una delle rare volte in cui il biopic di un'artista ne evidenzia con sensibilità la visione poetica.

domenica 6 gennaio 2019
Fabio Ferzetti
L'Espresso

Dopo Basquiat, Van Gogh. Rari sono i pittori che fanno cinema. Ancor meno quelli che con il cinema scandagliano opere e vite altrui. Fa eccezione Julian Schnabel, regista diseguale ma spesso notevole, che al pittore più visto sugli schermi dedica il suo secondo film su un artista. Non un banale "biopic" ma un corpo a corpo con le ossessioni di colui che Artaud definì «il suicidato della società».

sabato 12 gennaio 2019
Elisa Grando
Il Piccolo

Le ossessioni, il genio, la fragilità di Vincent Van Gogh visti attraverso gli occhi del pittore e regista Julian Schnabel: "Sulla soglia dell'eternità" è un viaggio imperdibile negli ultimi anni che il pittore olandese, trascorsi nella campagna di Arles e poi a Auvers-sur-Oise, vicino Parigi, dove morì nel 1890. Van Gogh, scolpito nel volto asciutto di Willem Dafoe, arrivò ad Arles nel 1888 perché, [...] Vai alla recensione »

venerdì 4 gennaio 2019
Nicola Falcinella
L'Eco di Bergamo

Osservare un paesaggio lo fa pensare all'eternità e ogni volta osserva qualcosa che non aveva notato in precedenza. È questo il Vincent van Gogh raccontato nei suoi ultimi anni in «Van Gogh - Sulla soglia dell'eternità» di Julian Schnabel. Una pellicola presentata in concorso alla Mostra di Venezia, dove ha ottenuto la Coppa Volpi per il miglior attore protagonista Willem Dafoe.

giovedì 3 gennaio 2019
Federico Pontiggia
La Rivista del Cinematografo

Il rapporto non facile con Gauguin (Oscar Isaac), la custodia affettuosa del fratello Theo (Rupert Friend), sopra tutto lui: Vincent Van Gogh, un assai somigliante Willem Dafoe. 22 anni dopo Basquiat - e otto dall'ultima regia, Miral - l'artista Julian Schnabel porta sul grande schermo un altro celeberrimo collega, forse il più celebre: l'inquieto pittore olandese è inquadrato nell'ultimo periodo [...] Vai alla recensione »

mercoledì 2 gennaio 2019
Roberto Manassero
Film TV

Quanta energia, quanta intensità, quanta sofferenza nella creatività del Vincent van Gogh di Julian Schnabel, ennesima versione cinematografica di un artista col quale in passato si sono confrontati Minnelli, Altman, Pialat, Kurosawa. È più che probabile che l'arte di Van Gogh nascesse per davvero da una meditazione sulle forme nascoste del creato tanto febbrile quanto quella descritta dalla regia [...] Vai alla recensione »

venerdì 4 gennaio 2019
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Due artisti fanno un'opera d'arte? Che Vincent Van Gogh e Julian Schnabel siano artisti è assodato, meno che il film che li unisce sia un'opera d'arte. Tra i due (non) belligeranti, in realtà, più che Van Gogh - Sulla soglia dell'eternità (At Eternity' s Gate in originale) la spunta l'attore protagonista, Willem Dafoe: già Coppa Volpi a Venezia, candidato ai Golden Globes - unica nomination del film [...] Vai alla recensione »

giovedì 3 gennaio 2019
Giona A. Nazzaro
Il Manifesto

Sulle problematiche relative ai rapporti fra pittura e cinema sono stati scritti numerosi saggi e volumi. Il cinema, ovviamente, si è posto questo problema innumerevoli volte (ed è inutile stare a elencare titoli e opere tanto è vasto l' elenco...). Julian Schnabel, pittore e regista, nell'affrontare Van Gogh, uno degli artisti più documentati e raccontati, adotta una soluzione a dir poco sconcertante [...] Vai alla recensione »

mercoledì 2 gennaio 2019
Carlo Valeri
Sentieri Selvaggi

Le mystère Van Gogh. Come può il mezzo di riproduzione (cine)fotografica raccontare la pittura, o addirittura la visione e la percezione di un'artista? Se lo chiedeva già 60 anni fa Henri-Georges Clouzot in Il mistero Picasso. Allora il cineasta francese optava per una scelta documentaristica che filmava lo stesso Picasso nell'atto di trasformare una tela bianca in una sua opera.

giovedì 3 gennaio 2019
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Van Gogh e i suoi ultimi tormentati anni di vita, fino al fatidico colpo di pistola che gli fu fatale. Quello di Schnabel, però, è un film che va al di là detta semplice biografia, prefiggendosi di ritrarre, se mai possibile, lo stato animo dell'artista nel momento della creazione dei suoi quadri. E' riuscito, il regista, ad entrare nella testa del pittore? Solo superficialmente, con il paradosso che, [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO RECENSIONE
lunedì 31 dicembre 2018
A cura della redazione

È di sole che ha bisogno Vincent van Gogh, insofferente a Parigi e ai suoi grigi. Confortato dall'affetto del fratello Theo, Vincent si trasferisce ad Arles, ma la permanenza è turbata dalle nevrosi incalzanti e dall'ostilità dei locali, che biasimano [...]

POSTER
martedì 18 dicembre 2018
 

È di sole che ha bisogno la salute e l'arte di Vincent van Gogh, insofferente a Parigi e ai suoi grigi. Confortato dall'affetto e sostenuto dai fondi del fratello Theo, Vincent si trasferisce ad Arles, nel sud della Francia e a contatto con la forza misteriosa [...]

TRAILER
martedì 11 dicembre 2018
 

È di sole che ha bisogno la salute e l'arte di Vincent van Gogh, insofferente a Parigi e ai suoi grigi. Confortato dall'affetto e sostenuto dai fondi del fratello Theo, Vincent si trasferisce ad Arles, nel sud della Francia e a contatto con la forza misteriosa [...]

GALLERY
martedì 4 settembre 2018
 

L'animo tormentato del pittore Van Gogh è stato il protagonista della giornata di ieri al Lido. Willem Dafoe si è distinto con una grande performance in Van Gogh - At eternity's Gate di Julian Schnabel.

winner
coppa volpi migliore int. maschile
Festival di Venezia
2018
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