Colette

Film 2018 | Biografico, Drammatico, Storico biografico +13 111 min.

Regia di Wash Westmoreland. Un film con Keira Knightley, Dominic West, Denise Gough, Fiona Shaw, Eleanor Tomlinson. Cast completo Titolo originale: Colette. Genere Biografico, Drammatico, Storico biografico - USA, Gran Bretagna, Ungheria, 2018, durata 111 minuti. Uscita cinema giovedì 6 dicembre 2018 distribuito da Vision Distribution. Oggi tra i film al cinema in 148 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,47 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La vita di Colette, considerata fra le maggiori figure letterarie della prima metà del XX secolo. In Italia al Box Office Colette ha incassato 251 mila euro .

Consigliato nì!
2,47/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA 2,93
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO NÌ
Un biopic puritano e accademico che rinuncia alla natura salda e pagana di Colette.
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 6 dicembre 2018
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 6 dicembre 2018

Parigi, 1893. Gabrielle Sidonie Colette ha solo vent'anni quando sposa Henry Gauthier-Villars, Willy per gli amici, tutti ricchi e famosi. Scrittore egocentrico e critico eminente, Willy conduce Gabrielle a Parigi e la introduce nei salotti letterari e artistici. Intelligente e acuta, Gabrielle si integra rapidamente e il suo talento per la scrittura si rivela. Pescando nei suoi ricordi bucolici, scrive "Claudine a scuola", che conosce immediatamente un grande successo commerciale. Willy lo cavalca, firmando i suoi libri. Ma l'incontro con Missy, un'aristocratica francese in pantaloni, l'affranca dall'ombra di Willy. Gabrielle prende coscienza della sua condizione e dell'inconsistenza degli uomini, infilando la rotta dell'emancipazione. Tra scandali ed esplorazioni ludiche, Gabrielle inventa Colette.

Colette figlia della piccola borghesia provinciale, Colette maestra della messa in scena di sé, Colette danseuse leggera, Colette scandalo della Belle Époque, Colette in tenuta da uomo, Colette sequestrata da Willy, Colette femminista... Tutta la sua vita Gabrielle Sidonie Colette ha giocato con la sua immagine, creando un personaggio che ha preso il sopravvento sulla realtà.

I suoi romanzi e la sua vita hanno ispirato numerosi film, da Gigi di Vincente Minnelli a Chéri di Stephen Frears, passando per la serie Colette, une femme libre di Nadine Trintignant. Malgrado le buone intenzioni e il desiderio di restare fedeli allo spirito dell'artista, nessuno di loro supera in eleganza, intelligenza e sensualità l'opera di Colette.

Il dramma biografico di Wash Westmoreland non fa eccezione, collezionando cliché: la tendenza fastidiosa dei personaggi a pontificare o il tentativo di accordare allo sfinimento l'opera ai dettagli biografici della sua autrice. Colette è soprattutto la storia di una metamorfosi, quella di una giovane paesana che sposa un seduttore incallito, liberandosi progressivamente della sua influenza, sul piano intellettuale e su quello sessuale, per diventare una delle figure preminenti del XX secolo. Un modello. Ma Wash Westmoreland si limita alla ricostruzione piatta e giudiziosa. Colette, prigioniera delle convenzioni dell'epoca e del matrimonio, sconta oggi quelle del biopic in costume che svolge in ordine cronologico la vita della protagonista, circondata da personaggi senza nuance e animata senza brio da qualche scena di amore saffico.

Rinunciando alla natura salda e pagana di Colette, che accettava gli scacchi esistenziali e sentimentali con una saggezza tutta paesana, la vita dell'artista si riduce a uno schizzo di inchiostro ordinario. Fortunatamente c'è Dominic West, attore immenso e sottovalutato, che si prende tutto lo spazio e il tempo per farsi valere come mai gli era successo al cinema. Complice la performance monocorde di Keira Knightley che non trova la trascendenza che esigeva il ruolo. Gli occhi ardenti che altrove (Orgoglio e pregiudizio, Anna Karenina) hanno incendiato la crinolina e la sua infrangibile compostezza formale, cedono il passo al marito tirannico di Dominic West che lo spettatore amerà detestare. Diversamente dalla donna moderna e indipendente che incarna, a Keira Knightley non riesce lo scarto, quel movimento tellurico che permise a Gabrielle Sidonie Colette di rivendicare il suo diritto all'uguaglianza, alla creazione, doppiando il marito e riappropriandosi della sua opera.

Il film di Westmoreland si ferma poi dove forse avremmo voluto cominciasse, la pubblicazione del suo primo romanzo 'firmato' e debutto, senza marito e senza pseudonimo, di un imponente corpo letterario. Arrivato dopo Mary Shelley - Un amore immortale e The Wife - Vivere nell'ombra sul tema della riconquista del potere femminile e dell'identità letteraria, Colette è un biopic puritano e accademico che come i suoi compari contraddice l'intenzione femminista, spiegando l'opera dell'autrice alla luce dei suoi capricci amorosi. In un costume troppo grande per lui, Westmoreland non riesce a dare vita al suo soggetto. Veicolando un'immagine convenuta di Colette, perde l'occasione di celebrare, celebrare davvero, il destino singolare di una donna né teorica, né militante che inventò il "femminismo del quotidiano". Non si nasce Colette, lo si diventa, non senza impegno, non senza cura. Quella che continua a mancare a (certi) uomini quando 'approcciano' le donne senza corsetto.

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La vita della scrittrice più controversa della prima metà del XX secolo.
Overview di Martina Ponziani
lunedì 29 ottobre 2018

Quando Colette sposa Willy, celebre imprenditore letterario, lascia per la prima volta la sua adorata campagna e viene catapultata nella Parigi libertina della Belle Époque. La scoperta della passionale vita coniugale, gli intrighi ed i tradimenti di cui è circondata, le ispirano una serie di racconti autobiografici aventi come personaggio principale quello di Claudine, che si inserisce subito nell'immaginario pop delle signore francesi. Lo straordinario successo letterario viene però attribuito al marito di lei, offuscando la natura stessa di Colette/Claudine che avrà la sua rivalsa solo dopo che Willy sarà costretto a rinunciare ai diritti sulle opere. 

La vita della scrittrice più controversa della prima metà del XX secolo ha ispirato questo film che ripercorre solo l'inizio turbolento della sua carriera.

Colette, infatti, dopo la collaborazione con il marito che per anni firmò a suo nome i racconti di Claudine, ebbe la sua rivincita diventando un'attrice di music-hall, autrice e critica teatrale, estetista e commerciante di cosmetici. Una vera e propria figura iconica a cui continuano ad ispirarsi tutti i moti per l'emancipazione femminile ed a cui viene attribuita la rottura di alcuni tabù sulla sessualità femminile. 

Il film è stato diretto da Wash Westmoreland, autore di opere conosciute soprattutto all'interno del panorama indipendente americano, e regista rivelazione del toccante Still Alice. La sceneggiatura di quest'ultimo, come quella di Colette è stata scritta in collaborazione con il marito Richard Glatzer, scomparso nel 2015.

La scelta della sua musa questa volta è ricaduta su Keira Knightley, da sempre vicina ai drammi in costume, da Orgoglio e Pregiudizio a Anna Karenina, e figura di spicco nelle rivendicazioni femminili al cinema. Ha infatti sempre dato il volto a donne forti e contrarie alle stereotipo, non tirandosi indietro nell'affrontare ruoli controversi (si ricorda la sua partecipazione in A Dangerous Method di David Cronenberhg). Ad affiancarla ci sarà Dominic West, visto ultimamente nella serie TV di successo The Affair

La figura di Colette non è comunque estranea al cinema, la sua influenza si è fatta sentire già dai primi film tratti dai suo racconti, curati della stessa scrittrice. Uno dei primi, e sicuramente uno dei più celebri, fu Gigi di Jacqueline Audry del 1949 che fece incursione anche a Brodway con l'allora sconosciuta Audrey Hepburn. Susseguirono decine di adattamenti ed omaggi, tra cui l'ultimo del 2009, Chéri diretto da Stephen Frears.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 12 dicembre 2018
casomai21

Colette è un film che conferma la bravura di Keira knigthley a impersonare donne prive di timori ad esporsi a chiacchiere e che si gettano a capofitto nella storia senza arginare sentimenti e passioni, rivendicando una personalità libera da convenzioni che la vedono all'ombra del marito.Già si era resa formidabile nell'impersonare Anna Karenina, ma in questo film accetta [...] Vai alla recensione »

domenica 9 dicembre 2018
no_data

Film per impegnare un paio d'ore; se non lo vedi non hai perso niente, se o vedi hai passato un paio di ore di cinema discreto.

FOCUS
FOCUS
giovedì 6 dicembre 2018
Roy Menarini

Chiedi chi era Colette. Sebbene notissima a metà del secolo scorso, e icona dei movimenti femministi, non si può certo dire che la scrittrice, giornalista, critica, attrice, artista e saggista goda oggi di universale fama fuori dalla Francia. Non sappiamo se è merito del clima di questi anni, propizio alle storie di identità femminili forti e di esemplare proto-femminismo, se una biografia come Colette viene realizzata, ma certamente offre la possibilità di riparlare di questa straordinaria donna.
Lasciando alla curiosità di ciascuno il compito di completare le proprie conoscenze su Colette (o di farsi informare dal film di Wash Westmoreland, abbastanza affidabile), ricordiamo almeno il suo rapporto con il cinema, tutt'altro che occasionale. Colette fu una formidabile critica cinematografica, quasi una pioniera del mestiere (che portò avanti dal 1914 al 1941), ed ebbe a che fare con capolavori del muto come quelli di Cecil B. DeMille o Abel Gance. Poi fece la sceneggiatrice, con adattamenti letterari per il grande schermo (anche nel muto italiano), scrisse didascalie e dialoghi francesi di pellicole internazionali, e lavorò a lungo in un'area di sovrapposizione tra music hall, mimo, spettacolo di varietà e cinema, le cui porte girevoli scorrevano senza soluzione di continuità. Non parliamo poi delle versioni cinematografiche dei suoi romanzi e racconti, tra cui le due versioni di Gigi.

Si dice che sia stata proprio Colette a volere Audrey Hepburn come interprete del ruolo principale già all'epoca dell'omonimo spettacolo di Broadway nel 1951, decretandone il successo e lanciando la sua futura carriera hollywoodiana.

La biografia si concentra sull'arrivo a Parigi della ragazza, sullo spalancarsi della vita frenetica e gaudente della Belle Epoque, e principalmente sul rapporto aperto e fluido con il marito Willy, che ne sfruttava i meriti letterari firmando col proprio nome i testi dal titolo Claudine. Proprio la questione autoriale - un uomo che sottrae alla moglie il suo talento mettendoci il nome - sembra ormai un'ossessione del cinema contemporaneo. Una storia, questa, che in diversi modi abbiamo visto narrata in Big Eyes, Un amore sopra le righe (guarda la video recensione) e The Wife - Vivere nell'ombra. È infatti l'exemplum più evidente della non cittadinanza intellettuale femminile, persino nella Francia della cultura di inizio '900, quello di ammutolire le donne, impedirne la creatività o persino scipparne i frutti artistici.

FOCUS
domenica 2 dicembre 2018
Ilaria Ravarino

Colette. Un nome che oggi - nel post #metoo, tra nuovi femminismi e sacrosante rivendicazioni - emerge come l'evento più naturale al mondo. Colette, come non parlare di lei. Colette, com'è possibile che finora solo un film, Colette di Wash Westmoreland, si sia occupato di lei. Colette: un'eredità così importante da convincere Keira Knightley, protagonista del film di Westmoreland, a tornare sul set in gonna e bustino.

Femminista? Starà scherzando. Le femministe mi fanno schifo (...). Sa cosa meritano le suffragette? La frusta e l'harem.

Ma poi, nelle azioni, Gabrielle Colette fu tra le più rivoluzionarie tra le tante donne, artiste e intellettuali che animarono la Parigi creativamente selvaggia della Belle Époque ("Un guazzabuglio interessante di artisti e pazzi", la definisce Dominic West nel film). Nata in Borgogna e sposata in prime nozze al geniale imprenditore letterario Henri Gauthier-Villars, Colette passò dalla docile sottomissione al marito - brillante intellettuale inserito nei salotti di Parigi, libertino e spendaccione - alla dominazione di un piccolo impero economico, quello generato dai diritti dei propri romanzi a lungo pubblicati con il nome di Henri Villars. Scandalosamente esposta al gossip dei primi del Novecento, come una Lolita ante litteram Colette seduceva, conquistava e condivideva con il marito (i mariti: ne ebbe tre) uomini e donne di potere - economico o intellettuale. Bisessuale dichiarata, candidata al Nobel e prima donna nella storia della Repubblica Francese a ricevere i funerali di stato, la Chiesa rifiutò di celebrarne, alla sua morte, la funzione religiosa.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
sabato 8 dicembre 2018
Valerio Caprara
Il Mattino

Non è una buona notizia l'infittirsi dei film biografici perché così diventa evidente come sia diventato arduo creare e realizzare storie originali. Tuttavia «Colette», diretto da Wash Westmoreland e prodotto da Christine Vachon (entrambi esponenti di primo piano del cinema a tematiche gay), risponde dignitosamente all'intento di mettere in scena per un pubblico ampio gli snodi cruciali di vita e carriera [...] Vai alla recensione »

giovedì 6 dicembre 2018
Giulia D'Agnolo Vallan
Il Manifesto

Colette è una storia di formazione, un po' come quelle dei supereroi. Diretta da Wash Westmoreland e prodotta dalla produttrice storica di Todd Haynes, grande pioniera del contemporaneo queer cinema, Christine Vachon, questa biografia giovanile della scrittrice francese lavora con libertà e intelligenza sul formato period. Niente odore di muffa, storicismo esasperato, accenti troppo affettati (nella [...] Vai alla recensione »

lunedì 19 novembre 2018
Natalia Aspesi
La Repubblica

Una fanciulla molto svelta di buona famiglia della provincia francese, sposa ventenne e innamoratissima un celebre viveur parigino più vecchio di lei, per il quale, malgrado la barbetta ingrigita e i baffoni all'insù, le donne a frotte perdono la testa rimpiangendolo poi per tutta la vita. La stessa fanciulla diventata la sua signora ne farà di ogni colore, in amore-odio per lui, interrompendo i multipli [...] Vai alla recensione »

sabato 8 dicembre 2018
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

I registi si giudicano dai dettagli. I bravi li usano per costruire i personaggi. I mediocri li aggiungono a casaccio, sperando di impressionare lo spettatore. La scrittrice Colette diede la dritta giusta al giovane Georges Simenon: "Tolga gli aggettivi e tutto andrà bene", Lei dirigeva la pagina letteraria del Matin, il giovanotto le aveva sottoposto i suoi racconti (avessimo noi editor tanto bravi, [...] Vai alla recensione »

venerdì 7 dicembre 2018
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Non c'è l'icona in bustino e fiore thaitiano nei capelli corvini, ma per il resto, dallo sfruttamento delle doti letterarie nel marchio del marito Willy all'emancipazione al Moulin Rouge con la marchesona lesbica Missy, c'è, del mito, ben impaginato ciò che si sa: apprendimento, formazione, liberazione di un'adolescente che diventa donna, e che donna nel primo '900: «La sua modernità viene dal fatto [...] Vai alla recensione »

giovedì 6 dicembre 2018
Massimo Bertarelli
Il Giornale

Ci voleva una produzione britannica per portare sullo schermo la vita movimentata e la multiforme carriera di una delle più spregiudicate scrittrici francesi della Belle Époque. Inglese il regista, Wash Westmoreland, autore tra gli altri, del recente, toccante Still Alice, e inglesi anche i protagonisti, la seducente Keira Knightley, nei panni (in senso pieno, visto che si spoglia il minimo consentito [...] Vai alla recensione »

giovedì 6 dicembre 2018
Alessandra Levantesi
La Stampa

Un anno dopo la pubblicazione del capitolo conclusivo della saga delle «Claudine», Colette aveva confessato in un'intervista alla frivola rivista La Vie Parisienne di non poterne più della presunta sosia, del malinteso che «ci accomuna... e confonde le nostre identità». In realtà, Colette non poteva disconoscere fino in fondo quell'ingombrante doppio, in quanto - come sarebbe venuto fuori di lì a poco, [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
venerdì 9 novembre 2018
 

Quando Colette sposa Willy, celebre imprenditore letterario, lascia per la prima volta la sua adorata campagna e viene catapultata nella Parigi libertina della Belle Époque. La scoperta della passionale vita coniugale, gli intrighi ed i tradimenti di [...]

TORINO FILM FESTIVAL
mercoledì 7 novembre 2018
 

Il Torino Film Festival annuncia alcuni titoli che saranno presentati alla 36° edizione che si terrà dal 23 novembre al 1° dicembre. I nomi del signor Sulcic diretto da Elisabetta Sgarbi, presentato in prima mondiale nella sezione Festa Mobile.

POSTER
martedì 6 novembre 2018
 

Quando Colette sposa Willy, celebre imprenditore letterario, lascia per la prima volta la sua adorata campagna e viene catapultata nella Parigi libertina della Belle Époque. La scoperta della passionale vita coniugale, gli intrighi ed i tradimenti di [...]

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