La paranza dei bambini

Film 2019 | Drammatico +13 111 min.

Regia di Claudio Giovannesi. Un film Da vedere 2019 con Francesco Di Napoli, Artem Tkachuk, Alfredo Turitto, Viviana Aprea, Valentina Vannino. Cast completo Genere Drammatico - Italia, Francia, 2019, durata 111 minuti. Uscita cinema mercoledì 13 febbraio 2019 distribuito da Vision Distribution. Oggi tra i film al cinema in 275 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,80 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ragazzini allo sbando in una realtà che sembra non lasciare scampo. L'obiettivo è avere soldi e potere. La paranza dei bambini è 6° in classifica al Box Office. sabato 16 febbraio ha incassato € 182.119,00 e registrato 26.721 presenze.

Consigliato assolutamente sì!
3,80/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,72
PUBBLICO 3,67
CONSIGLIATO SÌ
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Il racconto di un'innocenza compromessa, osservata con una compassione priva di pietismi.
Recensione di Giancarlo Zappoli
martedì 12 febbraio 2019
Recensione di Giancarlo Zappoli
martedì 12 febbraio 2019

Napoli 2018. Nicola, Tyson, Biscottino, Lollipop, O'Russ, Briatò vogliono diventare ricchi alla svelta, comprare abiti firmati e motorini nuovi. In particolare Nicola, la cui madre gestisce una piccola tintoria non resiste alla tentazione di entrare a far parte di una 'famiglia' camorrista. Il furto di una pistola lo fa sentire più uomo anche nei confronti di Letizia che gli è entrata nel cuore al primo incontro. In poco tempo diventa il capo del suo gruppo. Nicola ha 15 anni.

La dedica con cui Roberto Saviano apre il romanzo omonimo da cui è tratto il film da lui cosceneggiato è: "Ai morti colpevoli. Alla loro innocenza". Non si riferisce ovviamente ai camorristi che ha sempre combattuto a rischio della propria incolumità ma a quei ragazzini la cui innocenza viene compromessa dai modelli negativi che li circondano.

Saviano non poteva trovare migliore interprete di questa innocenza di Claudio Giovannesi la cui filmografia è tutta incentrata su quella dualità osservata con amore e con quella compassione priva di pietismo che risale all'etimologia del vocabolo latino: 'patire con'. L'aver trovato poi nel giovane pasticcere Francesco Di Napoli lo sguardo giusto per reggere, anche nei primissimi piani, questa intenzione ha chiuso il cerchio.

Napoli è teatro della vicenda ma non è quella di Gomorra. Se la serie televisiva di straordinario successo planetario ha le caratteristiche del noir qui sono l'osservazione dei personaggi, il mutare della psicologia di Nicola ad essere al centro dell'attenzione. Lui, che ha assistito alla prevaricazione della richiesta del pizzo a sua madre, si ritrova ad andarlo a sua volta ad esigere in altro contesto salvo poi coltivare il pensiero di poter fare giustizia eliminandolo nelle aree che ritiene di controllare. Da quando ha un'arma pensa di poter ripristinare, attraverso quel possesso illegale, proprio giustizia e legalità nel suo mondo.

Se Novalis, citato in preapertura del romanzo, affermava "Dove ci sono bambini c'è un'età dell'oro" Giovannesi e Saviano ci ammoniscono su come sia facile sperperare quel capitale umano. Non solo a Napoli, dove i motorini sfrecciano e le pallottole ci mettono un attimo a falciare vite, ma in tutte le periferie del mondo in cui la cultura è assente oppure si presenta come una casa in cui entrare in punta di piedi ma solo per sentirsi benestanti. Allora si può accedere come Nicola e Letizia a un palco del San Carlo continuando però a sognare il concerto della star locale del genere neomelodico.

In fondo sempre di 'amore' si parla, nell'opera come nella canzonetta. Oppure come in un'antica serenata che, dopo una serata di dissipazione, ricostruisce l'atmosfera di un passato che si è ormai dissolto in un mondo senza padri e senza memoria in cui tutto, anche i sentimenti più profondi, si misura con il metro della legge del più forte.

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Tratto dal bestseller di Roberto Saviano.
Overview di Claudia Catalli
mercoledì 4 luglio 2018

Uscirà il 1° semestre 2019 il film tratto dal bestseller di Roberto Saviano "La paranza dei bambini", edito Feltrinelli. Dietro la macchina da presa c'è il regista Claudio Giovannesi, esperto nel raccontare realtà drammatiche adolescienziali (da Alì ha gli occhi azzurri a Fiore) e con un buon approccio con il linguaggio del crime e con la narrativa di Saviano (vedi puntate della serie tv Gomorra da lui firmate).

Protagonista è un gruppo di ragazzi, tutti esordienti tra i dieci e i quindici anni, capeggiati dal giovane Nicolas Fiorillo, pronti a sparare, spacciare, derubare, uccidere, tutto pur di prendere il potere.

I loro soprannomi sono apparentemente innocenti (Maraja, Pesce Moscio, Dentino, Lollipop, Drone), ma non esitano a salire sul motorino per compiere i crimini peggiori nel nome del dio denaro. Avere il controllo dei quartieri è tutto, urge sottrarli agli avversari, ogni mezzo è quello giusto secondo la non-legge della strada.

Il lavoro di casting, spiega il produttore Carlo degli Esposti, è stato intenso e ha portato alla scelta di non puntare su attori professionisti ma piuttosto su ragazzi provenienti dal rione Sanità, per rispettare l'autenticità dei volti e del racconto attraverso di essi.

Così Roberto Saviano, autore del libro e sceneggiatore del film insieme a Maurizio Braucci: "L'immagine che resta impressa è quella di un ragazzino che sfida un vecchio boss che lo minaccia per lasciare il quartiere. Il ragazzo gli dice: "Per diventare bambino ci ho messo 10 anni, per spararti in faccia ci metto un secondo". Raccontiamo ragazzini criminali, che prendono per la prima volta nella storia il potere colmando lo spazio vuoto dei boss in carcere o latitanza. Quindicenni in grado di gestire il narcotraffico che smuove milioni di euro e che sono capaci di uccidere a sangue freddo, eppure dormono ancora nella loro stanzetta accanto ai genitori".

All'ottava edizione di Ciné - Giornate di cinema di Riccione è stata proiettata una sequenza in cui i ragazzi rubano per sfregio un albero di Natale e lo trascinano fino al loro quartiere bruciandolo. Si spalmano sanguinaccio sul corpo, urlano e si ubriacano festosi di fronte al rogo, incitandosi a vicenda. Le atmosfere sono cupe, il tono dark è quello di un perfetto noir di strada, la cinepresa si inchioda sui corpi dei ragazzi con uno stile che a tratti ha molto del documentaristico.

Il senso, sottolinea Nicola Maccanico di Vision Distribution, è raccontare una storia di ragazzi senza edulcorazione, per mostrare come e dove stia andando il nostro tempo.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 14 febbraio 2019
CineFoglio

Un film potente nel suo inizio, inebriante nello svolgimento e drammaticamente conflittuale nel suo finale. Un’opera in grado, non solo di raccontare un’adolescenza irrazionale e priva di alternative, ma di renderci partecipi, in tutto il suo processo, dalla lotta all’affermazione, ad una dolorosa ed inevitabile caduta.   Claudio Giovannesi, dopo la clandestinità di [...] Vai alla recensione »

sabato 16 febbraio 2019
no_data

E' difficile esprimere un giudizio su questo film, almeno per me. "Tecnicamente" è molto bello, rapidissimo, non ammette distrazioni, non è mai noioso, mai ripetitivo. Nonostante l'argomento sia simile, dopo un po' che lo si guarda si capisce che è decisamente diverso e molto più "moderno" di Gomorra.

giovedì 14 febbraio 2019
carloalberto

 Saviano ha romanzato, attingendo come sempre a piene mani alla cronaca nera napoletana, Giovannesi ha realizzato il film, come fosse un altro episodio di Gomorra serie Tv di cui ha curato la regia, attori tutti giovanissimi e bravi e due partecipazioni di rango, Aniello Arena di Reality di Matteo Garrone, e Renato Carpentieri de La Tenerezza di Gianni Amelio.

giovedì 14 febbraio 2019
Gianluca

Da premettere che sono un divoratore dei libri di Roberto Saviano e sia la Paranza dei bambini che Bacio feroce, li ho letti nel giro di una settimana. Aspettavo questo film, perché il libro mi ha conquistato, ma capisco anche che non era possibile 'mettere' tutto il libro in un film. E forse ho avevo troppe aspettative. Ho cercato di immaginare quello che avevo letto e di trasporlo alle immagini del [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
sabato 16 febbraio 2019
Roy Menarini

Ormai dai tempi del neorealismo, il mito dell'attore non professionista valorizza il cinema italiano impegnato e d'autore. Anche di recente, titoli come Fuocoammare, A Ciambra o Fiore hanno esaltato questa figura. Lo stesso regista di Fiore, Claudio Giovannesi, amplia la retorica del non-attore fino alle estreme conseguenze con La paranza dei bambini (guarda la video recensione), che peraltro gode di una derivazione letteraria molto impegnativa, il romanzo scritto da Roberto Saviano. A quale ragione obbedisce la scelta del non-attore? Prima di tutto, la promessa di autenticità. Il cinema (neo)realista si incarica di rispettare l'ambiente che narra, di mescolarsi con i suoi materiali, deve fare di tutto per sembrare vero, e dunque spesso cerca di evitare l'importazione sul set di attori troppo impostati e famosi, e - al contrario - offre agli autoctoni il centro della loro stessa messa in scena, fin dai tempi di La terra trema. La paranza dei bambini non fa differenza, da questo punto di vista.

I protagonisti sono stati pescati tra 4000 volti di casting locale napoletano, Afragola, Forcella, Sanità, Rione Traiano e Quartieri Spagnoli.

Francesco Di Napoli, il protagonista, non si era nemmeno presentato all'incontro cui era stato invitato, pensando a uno scherzo, dopo che una sua foto aveva acceso la curiosità del regista e dei suoi collaboratori. I nove ragazzi che compongono la banda dei "paranzini", dunque, esprimono tutto il vitalismo e la verità necessarie. Si potrà obiettare fin che si vuole a questa pratica, ma funziona. Basta che da una parte - i registi del realismo - non si neghi che si tratta di una "retorica" ormai pluridecennale; e che i più critici non si oppongano per motivi ideologici. Anche perché non tutti i non-attori sono uguali. E non tutti i registi sono in grado di dirigerli con cura. Nel caso di Francesco Di Napoli la riuscita è davvero sorprendente. Dovendo caricare su di sé tutto il peso del film e del racconto, il ragazzo (giovanissimo) incarna con un'adesione e una forza febbrili il personaggio di Nicola. In casi come questo, il lavoro con i volti e i corpi degli attori non protagonisti assume un'importanza maggiore rispetto al resto.

E probabilmente bene ha fatto Giovannesi a condurre Di Napoli al centro di tutti gli equilibri del racconto, dandogli persino il compito di bilanciare tutti gli altri pesi che non sempre sono perfettamente calibrati - in particolare una sceneggiatura che qua e là sembra oscurare a corrente alternata alcuni personaggi (la madre di Nicola, per esempio) o accelerare frettolosamente le svolte più "scritte" (la parte finale). Il resto è frutto dello straordinario universo-Gomorra - La serie, che non solo ha assunto in questi anni il ruolo di eccellenza seriale italiana ma ha senza darlo troppo a vedere costruito una factory all'americana per i nostri registi.

La caratteristiche stilistiche di Gomorra - le lunghe riprese in movimento a esplorare gli ambienti, l'attenzione alla precisione antropologica del luogo, la valorizzazione scenografica - tornano in La paranza dei bambini. Anche l'autorialismo, in fondo, si riprende qui lo spazio che talvolta il brand della serie e le sue costanti produttive rischiano di attutire, come se il Gomorra-verse cominciasse a evolversi in spin off cinematografici più personali, meno spettacolari, meno "crime".

La suggestione di Giovannesi, che considera il suo film un incontro particolare tra la cronaca di camorra e Stand By Me, va accolta. Così come va salutata con soddisfazione l'assenza di "realismo magico" che affatica tanti autori contemporanei. Ma una volta di più bisogna elogiare Francesco Di Napoli, chi lo ha scoperto e chi lo ha valorizzato, perché è grazie a lui se La paranza dei bambini è un film credibile.

Frasi
Chi spara per primo?
Una frase di Nicola (Francesco Di Napoli)
dal film La paranza dei bambini - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 14 febbraio 2019
Emiliano Morreale
La Repubblica

I ragazzi, la camorra: difficile schivare la retorica, il patetismo, il compiacimento, difficilissimo evitare il già visto, il già detto, lo sciacallaggio. Giovannesi, autore dell'apprezzato Fiore, ha adattato il libro di Roberto Saviano (con lo scrittore e Maurizio Braucci) prendendosi molte libertà, e avendo cura di evitare i rischi di spettacolarizzazione, le scorciatoie e le ambiguità.

venerdì 15 febbraio 2019
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Consacrato dal tema, l'innocenza del colpevole, a ribadire la solitudine dei ragazzi di una subcultura criminale, eletta al rango di fiction già nel discontinuo esordio di Saviano nel romanzo, il film di Giovannesi (Fiore, Alì) migliora e privilegia un passaggio cruciale: dalla adolescenza alla banda armata in rione quando la scelta reagisce con la scoperta dell'amore.

giovedì 14 febbraio 2019
Chiara Borroni
Cineforum

Chi è 'o bbuono e chi è 'o malamente. Sono queste le categorie esistenziali tra le quali si trovano a scegliere i ragazzini dei quartieri Spagnoli, del Rione Sanità, di Ponticelli, del quartiere Traiano di Napoli. Scelgono Alessandro e Pietro, i protagonisti di Selfie di Agostino Ferrente, cercando di trovare un'alternativa a ciò che sembra essere il loro destino forzato di criminali.

giovedì 14 febbraio 2019
Gian Luca Pisacane
Famiglia Cristiana

Si cresce troppo in fretta nel Rione Sanità di Napoli, quello dove Eduardo aveva fatto il sindaco nel celebre spettacolo del 1960. Lo Stato non esiste, le istituzioni hanno fallito. I ragazzi diventano grandi con il mito dei boss: «Non chiedeva a nessuno di pagare, era un brav'uomo. L'hanno ammazzato». E il fratellino più piccolo: «Peccato». I più giovani rubano l'albero di Natale, si riuniscono in [...] Vai alla recensione »

giovedì 14 febbraio 2019
Alessandra Levantesi
La Stampa

La pesca di paranza è quella notturna con le luci giocate per ingannare i pesci? in gergo la paranza è un gruppo di fuoco legato alla Camorra. Nel film di Claudio Giovannesi, ispirato al romanzo di Roberto Saviano che co-firma la sceneggiatura, la paranza è costituita da una banda di quindicenni del Quartiere Sanità capeggiata da Nicola, volto d'angelo e ambizione di primeggiare.

mercoledì 13 febbraio 2019
Massimo Causo
Duels.it

Il rito pagano sul quale si apre La paranza dei bambini dà un imprinting arcaico a una storia che ambisce, per quanto possibile, a staccarsi dal luogo e dal tempo in cui è ambientata: Napoli, Rione Sanità, oggi. Il totem abbattuto dell'albero di Natale, la danza attorno al falò, i colori di guerra che segnano i corpi e i volti dei ragazzini: tutto parla un linguaggio tribale in cui sono l'unione, la [...] Vai alla recensione »

mercoledì 13 febbraio 2019
Massimo Lastrucci
Ciak

Da teppistello a capo di una baby gang che si disputa la supremazia e la gestione del Rione Sanità, a Napoli. Quanto è breve il passo? Per Nicola (con i suoi amici), 15 anni tutti in scooter tra i vicoli, a spiare, odiare e invidiare la vita dei criminali locali, sarà facile, quasi inevitabile. Alleatosi nascostamente ai due coetanei Striano, emarginati figli di un boss del passato, il branco "impara [...] Vai alla recensione »

martedì 12 febbraio 2019
Valerio Sammarco
La Rivista del Cinematografo

In Italia, oggi come oggi, sono pochi i registi capaci di girare ad altezza adolescente come Claudio Giovannesi. Dopo Fiore, presentato alla Quinzaine di Cannes nel 2016, porta in concorso al Festival di Berlino (unico titolo nostrano in corsa per l'Orso d'Oro, da domani in sala) La paranza dei bambini, tratto dall'omonimo romanzo di Roberto Saviano (Feltrinelli Editore), che qui firma la sceneggiatura [...] Vai alla recensione »

martedì 12 febbraio 2019
Simone Emiliani
Sentieri Selvaggi

I padroni della città. Cosa c'entra La paranza dei bambini con Il profeta? Niente, appunto. C'è però un sentimento comune: la progressiva appropriazione del luogo. Nel finale del film di Audiard, Malik esce dal carcere ed è seguito da una scorta degna di un potente boss. Lui si gira e fa come segno alle auto di mantenersi a una certa distanza. In La paranza dei bambini ci sono due momenti che segnano [...] Vai alla recensione »

NEWS
BOX OFFICE
domenica 17 febbraio 2019
Andrea Chirichelli

10 giorni senza mamma (guarda la video recensione) vince nettamente il sabato con 726mila euro e si avvicina ai 4 milioni di euro complessivi, staccando Il Corriere - The Mule (guarda la video recensione) che si ferma a 556mila euro.

GALLERY
sabato 16 febbraio 2019
 

L'Italia si è fatta notare e conquista il premio per la miglior sceneggiatura per il film La paranza dei bambini (guarda la video recensione) - ora al cinema - scritto da Roberto Saviano, Maurizio Braucci e Claudio Giovannesi, anche regista del film.

VIDEO RECENSIONE
giovedì 14 febbraio 2019
A cura della redazione

Napoli 2018. Nicola, Tyson, Biscottino, Lollipop, O'Russ, Briatò vogliono diventare ricchi alla svelta, comprare abiti firmati e motorini nuovi. In particolare Nicola non resiste alla tentazione di entrare a far parte di una 'famiglia' camorrista.

TRAILER
venerdì 18 gennaio 2019
 

Un gruppo di ragazzi pronti a sparare, spacciare, derubare, uccidere, tutto pur di prendere il potere. I loro soprannomi sono apparentemente innocenti (Maraja, Pesce Moscio, Dentino, Lollipop, Drone), ma non esitano a salire sul motorino per compiere [...]

BERLINALE
giovedì 10 gennaio 2019
 

Napoli 2018. Sei quindicenni - Nicola, Tyson, Biscottino, Lollipop, O'Russ, Briatò - vogliono fare soldi, comprare vestiti firmati e motorini nuovi. Giocano con le armi e corrono in scooter alla conquista del potere nel Rione Sanità.

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